Microsoft e Meregalli: l’intelligenza artificiale tra le mura di un convento del XV secolo

Roberta Aspesi

Roberta Aspesi

CMO Lead Microsoft Italia

Tempo di lettura, 5 min.

Microsoft Teams per potenziare la collaborazione e la relazione con agenti e clienti finali.

Il cambio di passo imposto dalla pandemia ha accelerato un processo iniziato dal Gruppo Meregalli nel 2018 e destinato a portare l’alta tecnologia nel settore dei vini e distillati.

Diversi sono i filoni di progetto, tutti però finalizzati a rendere più efficienti le comunicazioni con clienti, distributori e partner. Cuore del sistema è Microsoft 365, in particolare la soluzione Teams, utilizzata a fondo, sfruttando anche le funzioni più avanzate, come quelle che impiegano l’AI.

L’azienda

Si dice che nelle stanze della sede storica di Meregalli a Monza abbia dimorato la Monaca raccontata dal Manzoni. Gli uffici del Gruppo e i muri del museo Vinarte poggiano infatti sulle fondamenta dell’antico convento, e le cantine del quartier generale, caratterizzate da umidità e temperatura uniche al mondo, conservano ancora la struttura del quindicesimo secolo.

Sorprendentemente, in un ambiente come questo, che procura ancora ai visitatori emozioni e sensazioni profonde, la tecnologia è sempre stata in primo piano, sfruttata spesso nelle sue accezioni più di frontiera, come l’IoT o l’Intelligenza Artificiale.

Meregalli nasce nel 1856 e resta, negli anni, un’impresa di famiglia, anche se oggi sfiora i 66 milioni di euro di fatturato e fa lavorare 120 dipendenti e circa 330 agenti. Il Gruppo, che conta tre società in Italia e tre in Europa, distribuisce in 40 Paesi un catalogo di quasi 1.700 referenze e utilizza solo in Italia più di 12.000 metri quadrati di spazi destinati alla logistica, servendo oltre 10.000 clienti del canale Ho.Re.Ca. Insomma, nel frastagliato e parcellizzato mercato italiano del vino, la società brianzola è un colosso, e non a caso si distingue per innovazione tecnologica.

Le esigenze di base

In Meregalli la pandemia e il relativo lockdown arrivano nel pieno di un percorso di trasformazione digitale centrato sugli strumenti di collaborazione, smart working (ma sarebbe più appropriato dire smart enterprise) ed e-commerce. L’ottimizzazione dei diversi processi di business grazie alla tecnologia, già avviata con un progetto di tracciamento dei prodotti che sfruttava l’IoT, prosegue con l’utilizzo avanzato del sito Web per attività rivolte ai clienti professionali e agli utenti finali.

Ai primi segnali di lockdown, la società, aiutata dal partner Echoinformatica, accelera l’adozione di Microsoft 365 e in particolare della piattaforma Teams, individuata subito come la soluzione ideale per implementare lo smart working ma anche per restare efficacemente in contatto con clienti e partner.

«Abbiamo subito cercato una soluzione che ci permettesse di avvicinarci ai clienti del canale Ho.re.ca ma anche agli utenti finali», racconta Marcello Meregalli, CEO del Gruppo Meregalli, «avevamo bisogno di mantenere quel contatto e quel calore che ha sempre caratterizzato il nostro lavoro e la nostra comunicazione».

Abituato a pensare in grande, il Gruppo ha scelto Microsoft Teams con un’ottica di ampio respiro, pensando anche alle attività di training verso i dipendenti, gli agenti e i clienti, fondamentali quando si diffonde non solo un prodotto ma anche una cultura, come nel caso del vino.

Il progetto di trasformazione digitale

«Abbiamo valutato anche altre piattaforme di collaboration», ammette Meregalli, «anche se con Microsoft avevamo un rapporto decennale e, nel corso del tempo, l’affidabilità e l’innovazione delle soluzioni offerte ci hanno aiutato a scalare dalla categoria PMI a quella delle grandi aziende. Una volta provato Teams, però, non abbiamo avuto più dubbi circa la bontà degli strumenti offerti dalla suite di Microsoft 365 e l’abbiamo estesa a tutti i 20 dipendenti della sede centrale (amministrativi, commerciali e marketing)».

Forte di un’infrastruttura potenziata recentemente a seguito di un pesante attacco hacker, Meregalli sfruttava già il Cloud Microsoft Azure per la maggior parte delle operazioni IT e aveva anche rinnovato il parco dei device presenti in azienda, oltre ovviamente a utilizzare le soluzioni di produttività individuale e di posta elettronica di Microsoft 365. L’adozione di Teams è stata quindi una scelta naturale e ha garantito la continuità del servizio anche nella fase emergenziale del lockdown.

«Non abbiamo subito nessun rallentamento», dice Meregalli, «anzi, la produttività di chi è entrato in regime di smart working ci ha permesso di velocizzare i processi e la comunicazione verso l’esterno per far fronte all’aumento delle vendite online. Teams non è solo servito ad assicurare la continuità operativa, in totale sicurezza, ma sarà anche il punto di partenza per una serie di servizi innovativi che andremo a erogare al canale Ho.re.ca e ai clienti finali».

I vantaggi e le prospettive future

«Grazie alla rapida implementazione dello smart working, al mantenimento dell’operatività dei nostri magazzini e dei punti di distribuzione sul territorio», prosegue Meregalli, «Teams ci ha permesso di tenere attivi tutti i dipendenti, nonostante l’impatto del Covid-19».

L’intelligenza artificiale integrata nella soluzione Teams è stata sfruttata dal Gruppo nella comunicazione con i clienti e i partner esteri, in particolare con l’innovativa funzione di traduzione automatica attivabile durante le video-riunioni.

«Nel prossimo futuro», aggiunge Meregalli, «daremo l’accesso a Teams a tutti i fornitori e gli agenti, per avere una base comune e poter lavorare con ancora più efficienza. Inoltre, la piattaforma di collaborazione online sarà utilizzata sia per abilitare nuovi servizi per il mondo Ho.re.ca, sia come strumento per dar vita a nuove esperienze di ingaggio dei clienti finali, ad esempio tramite corsi professionali di sommelier, momenti di degustazione ad hoc, presentazioni congiunte con i produttori di nuovi cataloghi ed annate e tanto altro ancora per fidelizzare la clientela offrendo esperienze esclusive».

Abbiamo utilizzato molte piattaforme di collaboration ma quando abbiamo provato Teams, ci siamo resi conto di come la stabilità della connessione, la qualità di audio e video, le traduzioni in simultanea e la condivisione dello schermo facessero la differenza rispetto a tutti gli altri strumenti sul mercato.

Marcello Meregalli, CEO del Gruppo Meregalli

 

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