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Microsoft e Bisol: il prosecco superiore si promuove via Teams

Roberta Aspesi

Roberta Aspesi

CMO Lead Microsoft Italia

Tempo di lettura, 5 min.

Un ambizioso progetto di formazione e comunicazione destinato alla forza vendita ma anche ai migliori clienti. Una passione e una qualità che riescono a superare i limiti del digitale per arrivare ovunque grazie a Microsoft Teams. È così che Bisol svela i suoi vini in tutta Italia. Scoprendo che con la videoconferenza l’attenzione degli spettatori è anche più alta rispetto agli incontri vis-a-vis.

L’azienda

Quando tira forte il vento da Santo Stefano di Valdobbiadene si vede lo specchio della laguna di Venezia. Siamo a 300 metri di altitudine, ai piedi di montagne nate geologicamente 35 milioni di anni fa, in una delle più belle zone collinari del Veneto, non a caso riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità.

Più prosaicamente, il patrimonio di questi terreni, dalle caratteristiche uniche sia in termini orografici sia pedologici, è il Prosecco Superiore DOCG, che si distingue dall’omologo vino prodotto in pianura per quell’etichetta di “superiorità” decisamente meritata, se si pensa che un ettaro di vigneto collinare (che in questa zona presenta pendenze fino al 40%) richiede 12 volte il lavoro di un analogo appezzamento in piano.

Le prime tracce della famiglia di viticoltori i cui discendenti fondarono Bisol risalgono addirittura al 1542. Dopo oltre 20 generazioni, la cura sartoriale per le piante e la passione non sono cambiate: per produrre il Prosecco Superiore la maggior parte della lavorazione è ancora manuale.

Bisol, però, è un’azienda che non disdegna affatto la tecnologia e che sa come muoversi sul mercato. Appartenente al Gruppo Lunelli, lo stesso di Ferrari Spumanti e Acqua Surgiva, giusto per citare due brand conosciuti ai più, fattura circa 20 milioni di euro (il Gruppo tocca i 106 milioni), esportando in 72 Paesi del mondo. La produzione annua è di circa 4,5 milioni di bottiglie.

Le esigenze di base

Il Gruppo Lunelli, di cui fa parte Bisol, occupa circa 300 persone. L’azienda vitivinicola ha un team dislocato a Trento (amministrazione, finanza e marketing) presso la holding e un altro gruppo a Santo Stefano di Valdobbiadene, quello più legato alla produzione. Tra le due sedi c’è solo un’ora e mezza di strada, e quindi negli ultimi anni si è preferito spostarsi invece di creare un’infrastruttura tecnologica di comunicazione e collaborazione da remoto.

La pandemia causata dal Coronavirus ha però stravolto le vecchie regole, facendo scoprire la piattaforma Microsoft Teams a tutto lo staff di Bisol. «Eravamo già clienti Microsoft praticamente dalla nascita», racconta Gianluca Bisol, Presidente dell’azienda, «quindi abbiamo valutato anche Teams, mettendolo a confronto con gli altri strumenti di collaboration sul mercato. I nostri due esperti IT in azienda ci hanno aiutato a valutare le varie opzioni, preferendo la piattaforma di Microsoft soprattutto per l’affidabilità della software house e per la sicurezza intrinseca della soluzione».

Per Bisol è un cambio di paradigma, perché se la società è avvezza all’utilizzo della tecnologia – sui cieli sopra i vigneti volano droni che controllano la salute e lo stadio di maturazione degli acini – gli 80 dipendenti del Gruppo che seguono le attività di Bisol e i 160 agenti di commercio sono abituati a comunicare in modo tradizionale tra loro e con i clienti: battute e strette di mano, magari davanti a un bicchiere di ottimo vino.

Il progetto di trasformazione digitale

Uno dei problemi percepiti durante il lock-down era come riprodurre l’emozione di un brindisi utilizzando un microfono e una webcam. In Bisol non hanno perso tempo a rispondere a domande teoriche: hanno implementato Teams in pochi giorni, sia nella sede di Santo Stefano sia in quella di Trento.

«Abbiamo imparato subito a sfruttare la collaborazione da remoto», dice Bisol, «io stesso ho realizzato tantissimi collegamenti già nel primo mese e mezzo di lock-down, facendo video-conference con anche 30 persone collegate contemporaneamente. Nello stesso periodo ho ricevuto e risposto alle domande di oltre 700 clienti, un volume di relazioni che avrebbe richiesto mesi per essere coltivato dal vivo».

La “storia” di Bisol è stata quindi raccontata, in tempi di pandemia, attraverso Teams, sfruttando anche immagini statiche e video (e in un’occasione anche le riprese durante il volo di un elicottero sulle colline della Valdobbiadene), fino a che lo strumento di Microsoft non è diventato di uso comune, sia per far conoscere i prodotti e i valori dell’azienda ai clienti sia per portare avanti l’importante attività di formazione dei tanti agenti presenti sul territorio.

I benefici e le prospettive future

«Arrivati alla fine del lock-down», dice Bisol, «ci siamo accorti di avere tutti acquisito un ottimo livello di dimestichezza con Teams, utilizzando lo strumento in modo ampio (io ho fatto persino i Consigli di Amministrazione da remoto) e approfondito, facendo leva  anche sulla possibilità di condividere e collaborare in tempo reale sui file. L’abbiamo trovata una soluzione facile e intuitiva, con una qualità di voce e video superiore a quella degli altri strumenti che abbiamo provato».

La percezione di Bisol è che con Teams la comunicazione da remoto sia perfino più efficace degli incontri dal vivo, perché, quando si realizza una presentazione a video, i clienti (ristoratori, sommelier, gestori di enoteche) sono più attenti a quello che succede, mentre di persona c’erano numerose distrazioni dovute alla maggior complessità di stimoli della relazione umana.

Un altro vantaggio riscontrato da Bisol è la facilità di condivisione di immagini, filmati e documenti. Dal vivo i riflessi del sole o le batterie scariche di tablet e cellulari, ad esempio, spesso pregiudicavano una buona presentazione, mentre con Teams tutto è facilmente disponibile sul desktop.

«Andando sul concreto» dice Bisol, «ritengo che Teams ci abbia fatto risparmiare mediamente il 60% del tempo destinato alle relazioni, senza contare il taglio dei costi derivanti dalle centinaia di viaggi aerei che non abbiamo fatto a causa della pandemia ma che continueremo a non fare anche dopo».

Anche sul fronte dei clienti, l’impressione è positiva: gli interlocutori fanno molte più domande, segno di una maggiore attenzione ai contenuti, e successivamente utilizzano le immagini e i testi trasmessi con la piattaforma anche sui social, contribuendo a un positivo effetto di comunicazione e visibilità.

Senza dubbio, Bisol continuerà a usare Teams anche finiti gli ultimi effetti del lock-down, estendendo gli incontri virtuali anche ai giornalisti e agli influencer, e proseguendo con la formazione a distanza degli agenti.

Da Siracusa a Livigno, grazie a Microsoft Teams siamo riusciti a organizzare molti più incontri in un mese di quanti ne avremmo potuti fare in un anno di viaggi e trasferte.

Gianluca Bisol, Presidente di Bisol

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